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Il dibattito sulla dismissione delle collezioni

Pochi temi di etica museale reagiscono in modo così sensibile alla congiuntura economica come la dismissione delle collezioni. Far uscire definitivamente un'opera dalla raccolta richiede di rendere conto — all'associazione professionale, al pubblico, spesso anche al donatore. Le righe che seguono ripercorrono i punti-chiave del dibattito internazionale.

Cosa significa dismissione

La dismissione — "deaccessioning" nel lessico internazionale — designa il ritiro formale di un oggetto dal fondo permanente di un museo. Avviene per lo più tramite vendita, trasferimento ad altra istituzione o distruzione (per opere irrimediabilmente danneggiate). È uno degli atti più contestati che un museo possa compiere.

Codici AAM e AAMD

Le associazioni nordamericane — American Alliance of Museums e Association of Art Museum Directors — esigono che il ricavato della dismissione serva esclusivamente all'acquisizione di nuove opere, mai a coprire le spese di gestione corrente. Il mancato rispetto può comportare sanzioni, fra cui divieti di prestito.

L'allentamento pandemico 2020-22

Durante la pandemia di Covid-19, l'AAMD ha temporaneamente allentato le proprie regole: il ricavato poteva essere destinato alla "collection care" — manutenzione delle collezioni — ma non alla gestione corrente in senso stretto. L'eccezione è scaduta nell'aprile 2022.

Brooklyn Museum 2020

Il Brooklyn Museum ha venduto nell'ottobre 2020 dodici opere — fra cui un Cranach e un Courbet — da Christie's invocando l'allentamento pandemico. Gli incassi sono stati destinati alla manutenzione delle collezioni; l'operazione ha scatenato un dibattito acceso sull'interpretazione della nozione di "collection care".

Berkshire Museum 2017-18

Il piano del Berkshire Museum in Massachusetts di vendere nel 2017 quaranta opere — fra cui due Norman Rockwell — ha dato luogo a un'azione legale e a una sanzione dell'AAMD. Il museo si difendeva sostenendo che la vendita fosse necessaria per evitare la chiusura; il conflitto, mai realmente risolto, struttura ancora oggi il dibattito.

Detroit Institute of Arts 2013-14

La procedura di insolvenza della città di Detroit ha sollevato nel 2013-14 la possibilità di vendere opere del DIA per soddisfare i creditori comunali. Il "Grand Bargain" — contributi filantropici e federali — ha infine tutelato la collezione e fa scuola nei rapporti fra tutela del patrimonio e finanze municipali.

Contesto europeo

La maggior parte dei musei nazionali europei non può per legge alienare. Il principio francese di inalienabilità delle collezioni nazionali è l'esempio più rigoroso; l'Italia e la Spagna dispongono di divieti analoghi, la Germania di una normativa meno assoluta ma largamente restrittiva per i fondi statali.

Dismissione di conservazione

Alcune dismissioni non sollevano controversie: duplicati, opere irrimediabilmente danneggiate, oggetti fuori dal profilo di raccolta. Queste transazioni rientrano nella gestione ordinaria e raramente fanno notizia — documentano piuttosto una gestione professionale dei fondi.

Proposte di riforma

Diverse piste cercano di rendere il processo più trasparente: programmi di restituzione graduati, reti di scambio fra musei, registri pubblici di dismissione. Nessuno standard transatlantico unificato emerge per ora.

La mappa consente di individuare gli istituti la cui pratica di dismissione è pubblicamente documentata — un buon punto di partenza sul tema prima della prossima visita.