Il ruolo del curatore, spiegato
Il curatore resta raramente visibile nella vita quotidiana del museo. La sua voce si legge nella didascalia, il suo nome nel catalogo, le sue scelte nell'allestimento. Quello che fa davvero è dunque uno dei mestieri più mal compresi del settore culturale. Le righe che seguono ne ordinano i principali ambiti.
Cosa fa un curatore
Un curatore di museo sceglie le opere esposte, scrive didascalie e testi di catalogo, fa ricerca sulla collezione, sovrintende alle acquisizioni e — più raramente — alle alienazioni, concepisce mostre e rappresenta pubblicamente l'istituto. Il mestiere combina lavoro scientifico, giudizio di gusto e di valore, e comunicazione pubblica.
Curatori di dipartimento
I grandi musei mantengono curatori per dipartimento — pittura, scultura, arti decorative, fotografia — e spesso per specialità, come il Rinascimento italiano o l'arte americana del Novecento. La carriera comincia in genere come curatore assistente e progredisce verso curatore, curatore senior e infine direttore di dipartimento.
Curatori indipendenti
Molte mostre sono prodotte da curatori indipendenti che lavorano a progetto — biennali, triennali, festival, mostre di galleria. Hans Ulrich Obrist (Serpentine di Londra) e Okwui Enwezor (diverse biennali internazionali, fra cui documenta 11) sono gli esempi più noti di questo modello.
Formazione
La maggior parte dei curatori museali è in possesso di dottorato nella propria specialità. I percorsi classici passano per le università di storia dell'arte; da alcuni decenni si moltiplicano formazioni specifiche in museologia e pratica curatoriale — la Bocconi Master of Arts Management a Milano, lo IUAV a Venezia, il Bard Center a New York, il de Appel ad Amsterdam.
Decisioni di acquisizione
I curatori propongono le acquisizioni, ma l'approvazione finale spetta in genere a un comitato di acquisto composto dalla direzione, da altri curatori e da membri del consiglio. I fondi provengono spesso da dotazioni vincolate i cui statuti orientano l'evoluzione della raccolta.
Progettazione di mostra
Le grandi mostre temporanee iniziano cinque o sette anni prima dell'inaugurazione. Negoziazioni di prestito, valutazioni di conservazione, commissione di catalogo e progettazione dell'allestimento procedono in parallelo. Il ritmo reale viene raramente raccontato nei comunicati stampa.
Costi
Una mostra a prestiti internazionali può costare da cinque a quindici milioni di euro — assicurazione, trasporto, allestimento, catalogo, comunicazione e personale messi insieme. Le mostre itineranti ripartiscono questi costi su più tappe e diventano una via di finanziamento sempre più importante.
Impegno scientifico
I curatori pubblicano su riviste scientifiche, tengono conferenze, consigliano altri musei nelle acquisizioni e — sempre più — intervengono nella comunicazione pubblica attraverso social media e stampa.
Evoluzione del mestiere
Il ruolo del curatore si è ampliato nei due ultimi decenni. Maggior impegno con i pubblici, decolonizzazione delle collezioni ed esplicitazione rivendicata delle scelte curatoriali fanno progressivamente scomparire la figura dell'esperto silenzioso dietro la didascalia. Quello che compare sul muro è oggi più spesso un punto di vista assunto.
La mappa consente di individuare le istituzioni la cui pratica curatoriale è particolarmente riconosciuta e si presta all'osservazione sul posto.